Le microaggressioni sono piccoli commenti o azioni che sembrano innocui ma possono ferire o offendere. Spesso sono involontari, ma il loro impatto è reale, soprattutto se ripetuti nel tempo.
Le microaggressioni possono essere basate su razza, genere, disabilità, età, nazionalità o altre identità. Nel turismo, dove si incontrano persone di diversa provenienza, questi momenti si verificano più spesso di quanto si pensi. Anche se sembrano piccole, le microaggressioni si sommano. Incidono sul morale, sulla fiducia e sull'inclusione. L'obiettivo è sostituire le supposizioni con la curiosità e il rispetto.
Osservate i seguenti esempi di microaggressioni:
Background culturale:
Genere ed età:
Disabilità:
Nel turismo:
Comprendere le microaggressioni è solo il primo passo: il successivo è sapere come evitare di dire o fare cose che potrebbero essere microaggressive, e cosa fare se si subisce una microaggressione, se se ne è testimoni o se si riceve il feedback che se ne è commessa una.
Queste tecniche possono aiutarvi a evitare di dire o fare qualcosa che potrebbe involontariamente ferire altre persone:
Se sei la persona che riceve una microaggressione, se assisti a una situazione di questo tipo o se qualcuno ti segnala che le tue parole o azioni sono risultate microaggressive, ecco che cosa puoi fare:
Tutte e tutti possono sbagliare, ma ciò che conta davvero è il modo in cui si reagisce. Che tu abbia detto qualcosa di sbagliato o che tu sia stata o stato la persona che l’ha subito, rispondere con rispetto, empatia e volontà di migliorare fa la differenza.
Rifletti: ti viene in mente una situazione in cui hai detto qualcosa che ha ferito qualcuno o qualcuna senza volerlo, oppure una situazione in cui le parole di un’altra persona hanno ferito te? Come gestiresti oggi quella stessa situazione in modo diverso?
Riassumiamo
A volte ciò che diciamo o facciamo senza pensarci può lasciare segni invisibili. Una battuta veloce, un commento sorpreso o una supposizione sul background di una persona possono sembrare cose piccole, ma per chi le riceve possono diventare come un muro che si costruisce tra sé e le altre persone. Questi momenti si chiamano microaggressioni. Non nascono sempre da cattive intenzioni, ma ci ricordano quanto siano importanti empatia e consapevolezza. Comunicare in modo inclusivo significa rallentare, scegliere con cura le parole e fare in modo che nessuna persona si senta esclusa dalla conversazione.
Dalla teoria alla pratica
Stai accompagnando un gruppo di visitatrici e visitatori internazionali. Una persona ospite fa domande lentamente in inglese e un’altra persona del team ride sottovoce. Tu sorridi e continui a rispondere con pazienza e rispetto, mostrando che ogni domanda è importante. Il clima si distende e tutte le persone si sentono più a proprio agio nel fare domande. Dopo la visita, ricordi alla tua collega o al tuo collega che reazioni di questo tipo possono mettere a disagio le persone ospiti. Il giorno dopo il team è più attento e tutte le persone partecipano con maggiore sicurezza.
Nel tuo lavoro futuro
Nel turismo, anche i momenti più piccoli possono influenzare il ricordo di un intero viaggio. Una parola gentile può trasformare un’interazione difficile in un buon ricordo, mentre un commento superficiale può ottenere l’effetto opposto. Imparare a riconoscere e prevenire le microaggressioni significa anche imparare a proteggere quel senso di accoglienza che è alla base del viaggio e del desiderio di tornare.
Fermati un momento a riflettere
Pensa a una situazione in cui le parole di qualcuno o qualcuna, anche senza intenzione, ti hanno ferita o ferito oppure ti hanno fatta o fatto sentire esclusa o escluso. Che cosa avrebbe potuto rendere quel momento migliore?